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A tavola in modo alternativo fra chianti senese e fiorentino: quattro destinazioni scovate… solo per voi

A tavola in modo alternativo fra chianti senese e fiorentino: quattro destinazioni scovate… solo per voi

C’è un Chianti tutto da scoprire, lungo le vie del gusto più segrete. Piccole botteghe, negozi che diventano luoghi in cui consumare pasti da re. Non solo per turisti, visto che sono moltissimi anche i chiantigiani che li frequentano.
Qui ve ne proponiamo alcuni, anche se c’è davvero un intero “mondo” da scoprire nei paesi e lungo le strade del Chianti Classico.

A Castellina in Chianti si mangia dentro la Macelleria Stiaccini

Partiamo da Castellina in Chianti, dove c’è una macelleria che propone piatti gustosi a pranzo e a cena, lungo la via principale del paese.

Stiamo parlando della Macelleria Stiaccini, oggi condotta da Riccardo (nipote di Giovanni e figlio di Francesco) con il prezioso apporto di mamma Silvana e di Marzia.

Oltre 80 anni di attività, la sua carta vincente, nel tempo, è stata proprio quella di saper coniugare tradizione, esperienza e continuità della conduzione familiare con il coraggio e la capacità di aggiornare l’attività, senza mai perdere di vista la propria identità.

Così, a fianco della macelleria vera e propria, negli anni ’90 è stato creato un reparto salumeria dedicato ad affettati e insaccati (leggendaria la salsiccia di produzione propria, in versione classica o al tartufo nero) e la preparazione di panini, anche per rispondere alle caratteristiche della domanda legata ai flussi turistici che hanno interessato sempre più Castellina in Chianti.

Attività complementare e parallela che, dal 2014, è stata ulteriormente rilanciata con il nome “Di cotte e di crude” e una ricca offerta di prodotti da asporto o da consumare in loco, cotti al momento: dalla classica fiorentina, agli immancabili lampredotto e trippa; coniglio e pollo fritti; fegatelli, spezzatino o peposo, carne cruda, lesso e “quinto quarto”, solo per richiamarne alcuni.

Prelibatezze, sempre meno usuali nella cucina domestica, che Riccardo ripropone “convinto del valore della qualità dei cibi, del diritto di tutti a mangiare sano e bene, e fortemente motivato a non disperdere l’immenso patrimonio di tradizione e cultura che al cibo sono legati”.


A Tavarnelle la bistecca cotta e mangiata… in piazza

Nei mesi di giugno e luglio, in terra chiantigiana si può mangiare anche la bistecca… sotto le stelle: durante i martedì sera infatti, nella piazza centrale di Tavarnelle, si sceglie la carne dal macellaio (la Macelleria di Morando Morandi) e la si consegna nelle mani del “braciaolo” che la cuoce alla perfezione.

Per poi gustarla sui tavoli all’aperto, in mezzo al paese che vive la notte, con i negozi aperti e il profumo dell’estate (e della bistecca) che inebria i sensi.


A Montefiridolfi si mangia… “A Casa Mia”

Chiudiamo il tour a pochi chilometri di distanza, salendo dalla Sambuca al delizioso paese di Montefiridolfi, nel comune di San Casciano.

Qui, a lato della piazza principale, c’è un ristorante molto particolare. Anzi, come lo chiamano i loro proprietari, i fratelli Simoncini… un ristorantino

Stiamo parlando di “A Casa Mia”. Una stanza di una casa diventata… ristorante. Aperto dal mercoledì alla domenica a pranzo e cena, “A casa mia” ospita una ventina di coperti. E propone una formula originale, fatta di eccellenti piatti toscani, un ambiente che fa sentire a proprio agio e simpatici proprietari.

La parola d’ordine è semplicità: posate nel cassetto, moka e padelle servite a tavola, apparecchiatura essenziale, piatti e bicchieri scompagnati.

Il nome c’è, le dimensioni pure. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera accogliente, informale, insomma casereccia.